IGT Veneto – Campo alle More – Gini 2000

Il rubino non brilla più, si è incupito a star 10 anni là dentro. Riflessi corallo e rame, l’arancia che appare come un eccentrico rimmel, sull’onda del vetro.
Botta nasale. Non mi aspettavo ancora tanto sfoggio. Dolcezze alcoliche hanno ancora la forza di pungere il naso; la frutta rossissima spinge dritta con note riconosciute e riconoscibili, dolciamare, meno “spiritose” e marmellatose di quello che si potrebbe immaginare, quasi fragranti. E poi un imbarazzante corredo di spezie, complesso e completo.
In bocca l’ingresso è spaventoso. Il sorso è poderoso, polposo, concentrato ma fine, elegante. Tannini gentilissimi e lunghi scivolano corretti per il palato, calore giusto, persistenza che non regala delusioni, una sensazione di pienezza che riafferma le sensazioni olfattive: la frutta, il pepe, la liquirizia masticata che ritorna.
Bicchiere che parla, che racconta, con semplicità elegante, il concetto di un’evoluzione quasi giunta ad un immaginario capolinea.
Spigolosità e morbidezze che si abbracciano in un duello di dolcezze solo accennate, di profumi eleganti, di profondità vasta. Un pinottone nero che viene da una vendemmia calda, semplicemente … un equilibrista.

Voto_8.6

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