Perché semplice è l’amore e le semplici cose se le divora il tempo.
Esistono momenti spesso distanti tra loro, che si assomigliano tanto, tantissimo. Sono quei momenti in cui pare nitido il giusto, chiaro l’errore, brillante il bianco e opaco il nero. Insomma, quei momenti di lucida razionalità, d’improvvisa e periodica giustezza che ti portano a comprendere meglio. Poi normalmente li dimentichi, quei momenti. Più raramente li cogli, li afferri, quei momenti. Uno di quei momenti, quelli che si colgono, si è composto, quasi per magica stanchezza, mentre ascoltavo Vinicio cantare ancora una volta la poesia di Gomez, divenuta milonga rebetika, corda e stringa che fanno vibrare tutto, ma davvero tutto.
Erano giorni di riflessioni svelte, le peggiori: il tempo per scrivere su questo diario si è esaurito, pensavo, ho altro e più denso luogo dove sfogare i miei racconti e poi il lavoro, quello vero, merita ancora più attenzione del solito perché nuove vecchie cose si stanno affacciando, incerte ma presenti.
Ma poi, ascolti Vinicio che s’offre, come solo lui sa soffrire, con parole soffiate: uno si separa, insensibilmente, dalle piccole cose. E l’istantanea è scattata, l’otturatore è otturato, quello che pensavi, con fervida convinzione, già scompare.
Allora è deciso, se pur diversamente, se pur inconstantemente, di continuare a popolare di macchie le pagine bianche, anche perché uno torna sempre, al suo vecchio posto. Come le semplici cose.











Preferisco un milione di volte come scrivi qui su questo blog, dove sei più vero e autentico o forse solamente più rilassato. Forse sarà perchè qui non devi mostrare niente a nessuno e quindi ti senti libero di scrivere liberamente (scusa la ripetizione), e qui secondo me dai la vera essenza di te stesso.
Poi fai come preferisci ovviamente, ma sappi che ti preferisco centomilioni di volte, quindi al limite scrivi solo per me ma scrivi (qui).
Soffocare la parte migliore di te? Sarebbe un vero peccato. Scrivi Fabio. Scrivi spesso, scrivi presto. Noi saremo qui ad aspettare. Che sia una milonga, una stringa o una corda poco importa. Che ci faccia vibrare, questo si.
grazie bell’uomo. grazie davvero.