attracco

Dopo il mare, viene il porto

Fino a che non ci si impegna

c’è esitazione, possibilità di tornare indietro, e sempre inefficacia.

Riguardo ad ogni atto di iniziativa e creazione,

c’è solo una verità elementare,

ignorare la quale

uccide innumerevoli idee

e splendidi piani.

Nel momento in cui

ci si compromette definitivamente

anche la provvidenza si muove.

Ogni sorta di cose intervengono in aiuto,

cose che altrimenti non sarebbero mai accadute.

Una corrente di eventi ha inizio dalla decisione,

facendo sorgere a nostro favore

ogni tipo di incidenti e di imprevisti,

di incontri e di assistenza materiale,

che nessuno avrebbe sognato potessero avvenire in questo modo.

Qualsiasi cosa tu possa fare,

o sognare di poter fare,

incominciala.

Il coraggio ha in sé il genio,

il potere e la magia.

Inizia ora!

John Anster dal Faust di Goethe

 

Anster non era esattamente un esempio di rettitudine e armonica felicità: era un emarginato, un tossicodipendente, un fottuto genio. Tradusse il Faust, e lo fece in modo incandescente, meraviglioso: tutto quello che non era stato, tutta l’iniziativa e la forza di cui non era stato capace, la gettò in quelle righe, così moderne, così contemporanee, così, ancora una volta, incomprese dai suoi stessi amici.

Il coraggio ha in sé il genio. Il coraggio di fare le scelte.

È cosi, è inevitabile: il viaggio sul bastimento può essere stato cauto o avventuroso, veloce come una notte o lungo come l’impazienza, ma dopo il mare, viene sempre il porto. Se non fosse così, non lo si dovrebbe chiamare viaggio, ma vita galleggiante, a rischio perenne di naufragio.

Da isolano dell’Isola, ho sempre tenuto a mente l’importanza del porto, la sua perfetta presenza, la sua immutevole distanza e la mia scarsa autonomia.

Ora è venuto il momento di rientrare in porto, di bolina scarsa, beccheggiando, ma comunque serenamente. Torno sull’Isola dove sono nato, ci ritorno carico di esperienza, di amicizie continentali, di confronti colorati e panorami diversi.

Torno a casa grazie a tre fondamentali atti di coraggio. Il primo, il più importante, è che gli occhi verdi più belli e continentali che abbia mai avuto la fortuna di vedere mi seguiranno: senza questa presenza coraggiosa, senza l’Amore, nulla sarebbe stato possibile. Il secondo atto è legato alla fiducia, perché si, anche oggi c’è stato e c’è chi crede ancora nelle persone, nel loro valore più nascosto e umano, c’è ancora chi crede che la persona venga prima di altri elementi. Senza il coraggio di quel contadino autentico e sincero che è Alessandro e senza la sua famiglia, il mio porto non lo avrei potuto rivedere. Il terzo atto di coraggio è il mio, ed è quello che rivolgo verso la mia terra, la mia Isola, la mia Sardegna: perché credo fortemente e follemente nella possibilità di un’Isola più forte, più vera, più sarda, un’Isola di popolo e non solo di genti; voglio investire la mia vita nell’idea di un turismo più consapevole, dove il mare è cornice e la terra, con i suoi elementi, la tela da ammirare, dove le persone, le storie, le idee intrecciate siano ingredienti di ospitalità sana, semplice, splendidamente sarda.

Non posso ringraziare nessuno, ma voglio, anzi devo ringraziare tutti.

Grazie.

A kent’annos!

6 pensieri su “Dopo il mare, viene il porto”

  1. Leggere il post, specialmente la parte finale, mi ha quasi commosso. Davvero.
    Hai ragione: ci vuole coraggio e tu l’hai avuto. Per questo hai tutta la mia stima.
    A presto caro Fabio, ci vediamo sull’isola!

  2. È raro leggere parole così sentite, così consapevoli dell’importanza delle proprie scelte. Immagino che Anna, anzi, l’Anna di sarà sciolta leggendo il riferimento ai suoi occhi… In bocca al lupo Fabio, non vedo l’ora di farci visita!

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